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martedì 6 ottobre 2015

America, Russia and Syria: conflict of interest

All of us know about the war in Iraq and Syria against the ISIS (Islamic State), and most of us know also that recently Russia joined the conflict too. 
Its first action has been the use of  fighter-bombers all over the region of Homs, officialy to "strafe" bombs on ISIS, but the America's intelligence - immediately irritated- showed that the reason behind the attack is different. 
It seems, in fact, that in that region other kind of rebels are settled, rebels considered "friends" of America, and useful to defeat Assad (Syria's president) - another enemy of US.
And so, the decision of Russia to bomb Syria looks driven by other interests.

But why Assad is considered an enemy of US?
Is he because committed several war crimes (like using bacteriological weapons against civil people)?
Or maybe because his Syria (friend of Russia and Iran) represent the only pass that Putin has to play some role in the control of Middle East?

Well... even if it's despicable what Assad did, and does to his people, it's obvious the real answer.

Here is a chess game between Mr. Putin and Obama to decide the future of Middle East -and inderectly of West. 

Obama was ready for a war against Assad already one year ago, but he has been stopped by international coalition; and Putin, on opposite side, of course would not accept to lose his only friend in that area, so he plays the part of protector of the syrian dictator.

The fuse of World War III seems too close to a blaze
What do you think?




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venerdì 2 ottobre 2015

La strage del college dell'Oregon

È successo ancora. Il dramma, l'orrore è di nuovo in proiezione negli Stati Uniti, questa volta in Oregon. L'ennesima strage, frutto della mente deviata, sofferente e malata di uno studente di un piccolo college della contea, il quale armato di quattro pistole (forse con silenziatore) ha aperto il fuoco contro colleghi e docenti, colpendo e ferendo almeno 7 individui e ammazzandone 9 (statistica in aggiornamento). 
Pare che l'uomo abbia anche postato un video su Facebook prima della carneficina, e discusso del piano online con sconosciuti la sera prima. Alla fine anch'egli è rimasto vittima dell'accaduto; nel momento in cui i cops americani hanno deciso di irrompere nella struttura non hanno esitato a disarcionarlo e fermarlo con una pioggia di proiettili.

Difficile capire questi gesti di follia lucida, eppure non è la prima volta che accade (vedi giugno, caso Dylan Roof), e le ragioni vanno non solo individuate nella troppa facilità con cui negli USA si possa ottenere un porto d'armi - e Obama, ahimé, ripete la solita solfa alla nazione - ma anche nella salute mentale della società contemporanea: sempre più alienata dal mondo reale.

Fin quando non ci sarà un reale dibattito sul tema ad ampio spettro, lo sceneggiato avrà tante repliche.

Un minuto di silenzio per le vittime.



giovedì 1 ottobre 2015

Russia, America, Siria: affare mondiale

La Russia, dopo la fine della guerra fredda, inizia la sua prima attività militare aggressiva fuori dai confini sovietici. E lo fa bombardando l' ISIS -almeno ufficialmente. Infatti, è notizia di ieri quella dei bombardamenti per mano dei caccia russi nella regione di Homs (Siria). Solo che gli americani si infervorano, perché lì non ci sarebbero i terroristi figli di Al-Qaeda, ma gli oppositori di Assad (presidente siriano).

Putin e Obama di rencente, prima di questo attacco, hanno discusso a quattrocchi sulla necessità di fermare la minaccia Isis (la Russia parla sempre di guerra preventiva) e sebbene concordino sul punto è un peccato che non lo siano sul da farsi: 
Putin vorrebbe portare la coalizione internazionale a sostenere Assad, e non creare quel vuoto di potere avutosi con le scorse guerre in Iraq e Libia, mentre USA & friends (Francia, Italia, Arabia Saudita ...) rifiutano in quanto non riconoscono il regime al comando. Tra l'altro, ricordo che solo un anno fa l'amministrazione Obama era ad un passo dal dichiarare guerra ad Assad, accusato di aver usato armi batterologiche e al cloro (cosa proibita) e di vari crimini contro l'umanità. 
Ma la Russia, invece, resta molto amica di questa Siria alauita (la fede di Assad), anche perché rappresenta l'unica tessera d'ingresso che Putin abbia per mettere becco negli affari del Medio Oriente. La Russia è storico partner di Siria e Iran.

Insomma, più che Isis, per i potenti del globo la vera partita a scacchi è per il controllo del Middle East.

Consiglio a tutti un approfondimento sulla Siria visitando il sito della Treccani nella sezione Atlante Geopolitico. Buona lettura.



mercoledì 30 settembre 2015

Pena di morte per Kelly

Questa notte, precisamente all'una (ora italiana), in America è stata effettuata l'ennesima pena capitale inflitta ad una donna di 47 anni (Kelly Renee Gissendaner) accusata dell'omicidio del marito avvenuto nel '97, nello Stato della Georgia. 
Il Papa, durante la sua trasferta negli States, oltre ai propri impegni istituzionali - con messe, discorsi con Obama e alle Nazioni Unite - si è pronunciato anche su questa vicenda, invocando la misericordia e accorandosi ai figli della donna per una cancellazione dell'esecuzione

Si tratta della prima donna giustiziata dal 1945, e in questa stessa settimana altre due esecuzioni sono in programma (a uomini). 

C'è da dire che la corte Americana sicuramente non avrebbe potuto fare molto di diverso da ciò che ha fatto (far proseguire l'iniezione letale), concederle una grazia avrebbe significato farlo anche agli altri, e sarebbe stato indubbiamente un segno di debolezza della Nazione nonché un'ingiustizia per tutti i "giustiziati" precedenti. Per non parlare poi dei titoli dei giornali: "Ingerenza Vaticano". Mi metto nei loro panni. 

Questo tema, caldo e pesante, ancora divide l'opinione pubblica e non può che essere altrimenti. D'altronde, la giustizia di per sé è un concetto di umana fattura: se si guarda la natura, dove ogni essere sopravvive uccidendo e mangiando il più debole, capiamo subito che non vi è nulla che rientri nei parametri del giusto. Ma non serve avere uno sguardo così ampio, basta pensare ai crimini che avvengono intorno a noi (o che abbiamo subìto) per accorgerci che la vita non garantisce quel fairplay di romantica invenzione che vorremmo. 

E tu cosa ne pensi della pena di morte?