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martedì 14 luglio 2015

Germania Caput Mundi

Anche Papa Francesco, di ritorno dal viaggio in Sud America, parla della situazione greca e accusa i governatori del passato di aver portato il Paese in questa situazione disperata, augurandosi poi che si trovi "una strada per una soluzione" definitiva.

Tsipras, ad ogni modo, colpe non ne ha, e opportunità concrete per capovolgere l'andazzo non né ha avute nemmeno -questo a causa dell'asfissia di danaro che la BCE ha procurato sin dal suo insediamento. 

L'attenzione mediatica è quindi ancora incentrata sulla Grecia, che fino ad ora, a parte l'ultimo summit europeo, mai ha avuto margini per ritrattare il debito.
Discorso a parte, invece, merita l'Austria, alla quale è stato concesso un piano di ristrutturazione del debito senza nemmeno batter ciglio, nel silenzio generale di tutti. E la Germania stessa, che i debiti delle due guerre mondiali mai li ha pagati!

E allora, è evidente che l'Europa oramai sia dominata da una visione germanocentrica. Visione che mal si coniuga con le politiche dei Paesi più vicino al Mediterraneo, che non sono per nulla inferiori in fatto di intelligenza. E questa divergenza di idee, sulla politica e sulla società, porta ad una morsa al rubinetto dei quattrini che fa sì che anche il più capace leader-amminastratore-politico-genio di questo Pianeta, sia impossibilitato a far bene per il proprio Paese. 

Ed è così che poi si  arriva al paradosso di una Germania leader e principale creditore del continente. 
Cosa che non sarebbe impossibile nemmeno per l'Italia (basta depennare e non pagare i propri debiti!).



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domenica 21 giugno 2015

Francois e Francis, visioni diverse di uno stesso fenomeno

Mentre Francois Holland è in visita a Milano per la giornata nazionale che l'Expo dedica alla Francia, e affronta con Matteo Renzi la questione immigrati, c'è un altro Francesco -il Papa- che a Torino siede a tavola e pranza con gli immigrati stessi.
Una differenza notevole, e non solo di forma. 

Infatti, le azioni di un uomo oltre che uno stile di vita,  possono essere un simbolo, e i simboli hanno il potere concreto di tramutare i sogni in realtà, convogliando le persone da uno stato passivo -di meditazione e assimilazione- ad uno stato attivo, fatto di azioni concrete. 

Quello che oggi ha fatto il Papa, volontariamente o non, è un simbolo. E come tale richiede contemplazione.

Per affrontare i problemi, in generale, si possono avere diversi approcci, e nella fattispecie ad esame, c'è la maniera di Francois Holland -che chiude le frontiere- e la maniera di Pope Francis -che accoglie tutti. 

Sono due "fare" diversi, frutto di due visioni diverse. Le loro decisioni, giuste o sbagliate che siano, saranno sempre meglio del non-fare, che di fatto equivale a morire (la vita di per sé è movimento; la morte è stasi).
Il "come fare", poi, cambia il mondo.

L'UE ha scelto di restare a guardare, fate voi la diagnosi del suo stato di salute.



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