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mercoledì 11 maggio 2016

L'imbecille suona il clacson


E l'imbecille suona il clacson, si fionda sull'incrocio, inchioda, e ti guarda con fare da bertuccia. Senza capire esplode con due, mille parolacce, nonostante lo STOP gridi chiaro sul rosso del cartello, accompagnato dai caratteri cubitali sull'asfalto che non lasciano adito a dubbi: S T O P.
Ti guarda, ma ancora non comprende perché non sia potuto passare, perché non abbia avuto accesso a quella precedenza a cui NON aveva diritto. E s'incazza, suona il clacson - l'unica cosa in grado di capire, ovviamente disconoscendo il giusto contesto d'applicazione...

E gli imbecilli sono in mezzo a noi, sopra, sotto, con noi, e contribuiscono a plasmare  nel bene e  nel male la società in cui viviamo.
Ma non arrabbiamoci con loro, non cediamo a quelle stesse logiche scimmiesche che li dirigono. 
Piuttosto educhiamoli al rispetto delle regole, perché altrimenti saranno le regole ad adeguarsi al loro modo di fare.
Ve lo immaginate uno Stato, fatto di leggi create da un parlamento pieno di scimmie? Lo so, è come chiedere di credere che la terra sia tonda. Difficile da immaginare.

Allora sì, la bertuccia va educata, ma prima di tutto assicuriamoci anche di non essere noi quella bertuccia...

Passa parola e aiuta un imbecille. Seguimi sui social.

mercoledì 17 giugno 2015

Donald Trump spacca nel Mondo Libero

Donald Trump - per chi non lo conoscesse: noto uomo d'affari negli States, nonché uno dei più ricchi al mondo, vantando un patrimonio di circa 9miliardi di dollari; si candida fra la schiera dei repubblicani alla presidenza degli Stati Uniti d'America.
Nasce come costrutture, palazzinaro, poi uomo d'affari trasversale, scrittore, e personalità televisiva, diventando ancora più noto al grande pubblico con la partecipazione al reality show The Apprentice, programma che nella versione italiana vede come "attore" il modello nostrano di imprenditore di successo: Briatore.

E' un soggetto controverso, non sempre apprezzato da tutti per quello che fa o dice -il 50% dei repubblicani non è in sintonia con il personaggio- e si vanta (o almeno crede di potersi vantare), della sua incorruttibilità, dichiarando di avere così tanti soldi da essere immune alla logica delle Lobby.
Comunque, la certezza è solo che abbia tanti soldi.

Sappiamo Donald, quindi, essere un business-man, ma soprattutto un uomo di spettacolo, esperto conoscitore dei Mass Media.

Di ieri è l'annuncio della sua candidatura avvenuta presso il Trump Building di New York City, e la notizia è subito di portata internazionale; sicuramente per la sua personalità, ma soprattutto per la scelta della colonna sonora della scesa in campo: "Rockin' in the Free World" di Neil Young, artista supporter dei democratici (e più precisamente di Bernie Sanders, oppositore della Hilary Clinton).
Ovvio che il rocker si sia incavolato.
Infatti pare che Trump non abbia chiesto alcuna autorizzazione, e il vespaio delle polemiche ha preso il volo: giornali, tv, umorismi del web, tutti parlano di lui.

Scivolone o mossa di marketing?




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mercoledì 5 marzo 2014

Post-sviluppo

E' vista come una teoria provocatoria, ma di provocatorio c'è poco. Si abbandona il concetto di crescita per abbracciare quello di de-crescita (felice).

Ma in cosa consiste in pratica?

Si basa sulla capacità autonoma dell'individuo: essere in grado di provvedere da sé al soddisfacimento dei propri bisogni (e non solo quelli basici).

Quindi prevede un calo sostanziale della produzione standardizzata delle grandi multinazionali.

C'è anche da dire che il termine sviluppo non è assolutamente sinonimo di crescita economica. Uno Stato come la Cina con un PIL enorme ma senza diritti per la tutela dei lavoratori non può essere di certo considerato sviluppato (o in via di sviluppo).

Cambiando la visione politica di sviluppo ridefinendola con criteri atti a misurare la qualità della vita, possiamo notare come tutte le misure di aiuto del Fondo Monetario Internazionale a favore dei Paesi poveri siano totalmente inadeguate andando talvolta a creare gravi disagi per le popolazioni indigene
(sostenere la privatizzazione di beni non escludibili e pubblici come l'acqua comporta un aumento di prezzo per i consumatori, e questo per le famiglie del terzo mondo significa pericolo per la sopravvivenza!).

La teoria prevede anche un maggior senso di comunità e un ritorno del diritto di città con la ri-appropriazione delle scelte politiche a livello territoriale, scavalcando quindi tutte quelle autorità sovra-nazionali rappresentate da persone non elette.

Il post-sviluppo sicuramente non è la panacea di tutti mali, ma il solo pensiero che siamo in grado di reinventare le regole comuni dovrebbe aprire le menti.
stampante 3D


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venerdì 21 giugno 2013

Libertà, lo spazio fra un lavoro e un altro

Libertà! Oggi niente lavoro.
Mi alzo dal letto e faccio una doccia fresca. Stanotte ho sudato anche l'anima: caldo dannato!
Mi preparo un bel cappuccio con i miei biscotti preferiti, e un croissant per continuare.
Accendo la TV, e c'è "Coffee Break" su La7.
Smozzico il cornetto.
Il presidente del consiglio parla sullo sfondo. Una clip video in cui il nipote Letta mostra le ragioni di questo governo PD-PDL impegnato nella crescita e ripresa economica del Paese:

"Io e mio zio Gianni pensiamo che il lavoro sia importante e la disoccupazione una cosa brutta"*.
(Come dargli torto, è sempre stato noto per la sua saggezza)        *citazione inventata

Certo è che l'occupazione, però, non nasce per decreto. Pensate un po': colpo di penna e... TIE', tutti gli under 60 lavorano per legge. 

Questo benedetto lavoro è un problema che ci portiamo dietro da tempo, che si sta aggravando, e che riguarda il rapporto FAMIGLIE-IMPRESE-BANCHE.
Va risolto fra questi tre soggetti.

Tutti i genitori vorrebbero i propri pupi dottori, poi poco importa se rimangono a vivere co' mammà e papà. 
Ma le imprese non assumono.
Il governo può defiscalizzare quello che vuole: il lavoratore, gli investimenti, l'aria che respiri... se non ci sono commesse nessuna compagnia ti prende.

Se le aziende italiane non sono in grado di stare sul mercato è anche perché non si svecchiano (e non parlo di staffetta generazionale), non sono in grado di cogliere le opportunità delle nuove innovazioni.

Poi ci sono le banche. Prendono dinero a destra e a manca ma non distribuiscono nemmeno i soldi del monopoli! E se ti fanno credito, applicano tassi da usurai. Certo, non sono enti di beneficenza, ma nemmeno associazioni a delinquere!

L'attività della banca italiana non assomiglia tanto all'attività d'impresa. Bisognerebbe reinventare il ruolo di questa istituzione(intesa in senso sociologico).
L'impresa del 2000 aumenta le proprie spese in attività di ricerca e sviluppo, perché sa che l'investimento è remunerativo. E come ogni investimento che si rispetti, ci sono rischi connessi. Ma è parte del gioco, sono le regole...
Invece, in Italia, anche se tu fossi il nuov Bill Gates avresti problemi a trovare un finanziamento, e non per snobbismo, ma per il semplice fatto che sono INIDONEI a valutarti. Se sei giovane reputati fortunato se ti ricevono in ufficio!

Ma poi, chi sono questi giovani? Un over trentenne più vicino agli "anta" che ai 30?

Di soluzioni immediate non ce ne sono, e non ce ne possono essere. E' un problema culturale radicato nella società italiana che è da rifondare.
Bisogna Iniziare una rivoluzione lenta, ma progressiva, sul piano delle idee.

Ma con calma. Vi ricordo che oggi sono libero...
niente lavoro.

Puccio un biscotto.




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